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Come scegliere il parquet e come averne cura

22/11/2021
da Giovanni Blasi

Stavi pensando di cambiare i pavimenti in casa, e alla fine hai optato per i pavimenti in legno? Hai fatto bene! Più caldo di un qualsiasi pavimento in ceramica e più gestibili di un "cotto", il parquet ti consente di rendere più calda e accogliente la casa lasciando inalterato il livello di igiene che offrono le mattonelle. Il parquet, però, ha bisogno di una cura specifica e di detergenti ad hoc per tenerlo sempre come nuovo. In questo post ti daremo qualche consiglio su come scegliere il parquet e come averne cura.

Belli, facili nella manutenzione e con un plus di valore per la casa

I pavimenti in legno ingegnerizzato (cioè il parquet a tre strati) o in legno massello (lamparquet) possono essere posati in maniera più rapida e più economica rispetto al passato. Sono infatti necessari pochi strumenti e un po' di tempo per un buon risultato finale. Rivolgiti comunque ad un esperto del settore: il fai da te in questo caso te lo raccomandiamo esclusivamente per la manutenzione. I pavimenti in legno sono diventati infatti in questi ultimi anni molto popolari, perché oltre ad un aspetto elegante e e che si sposa all'arredo di design, sono facili da mantenere e possono davvero aggiungere valore alla tua casa.

Come scegliere il miglior parquet per la tua abitazione

C'è una vasta gamma di pavimenti in legno disponibili sul mercato. Per orientarti nella scelta tieni conto del fatto che più il legno è spesso e largo, migliore è la sua qualità. Per quanto riguarda il tipo di legno da preferire, invece, sappi che il rovere si classifica come top di gamma, con la sua resistenza e le sue venature caratteristiche. Se invece ti interessa conferire all'ambiente tanta luminosità e una sensazione di maggiore spazio, allora opta per il legno di acero. Alcuni esperti ritengono poi che i pavimenti in noce e rovere possano essere utili per chi soffre di allergie, poiché non intrappolano gli allergeni. Veniamo ora alla domanda sul dove poter collocare il parquet o il lamparquet. La risposta è: ovunque, in qualsiasi stanza. Nel corridoio i pavimenti in legno regalano una sensazione di calore anche in inverno; in cucina e nelle camere da letto rappresentano una scelta di gran eleganza. Attenzione solo ai bagni: in questo caso l'umidità e l'acqua potrebbero comprometterne la durata.

Come mantenere sempre bello un pavimento in legno

Sebbene oggi siano più pratici rispetto al passato, tuttavia per la manutenzione e la pulizia dei pavimenti in legno occorrono prodotti specifici, allo scopo di evitare di macchiare irrimediabilmente questo materiale resistente e delicato al tempo stesso. Questi prodotti si trovano in commercio (anche sul nostro sito di e-shop) sotto forma di olio per la manutenzione, che serve per tonalizzare, nutrire e ridare bellezza ed idrorepellenza al parquet ingrigito e impoverito dal continuo camminarci su, oppure sotto forma di cera per chi la preferisce. Ricorda che un trattamento con cera per pavimenti protegge dall'usura e dona lo stesso aspetto e calore dell'olio per legno, ma che per entrambi vale la regola di essere parsimoniosi nelle quantità, se non vuoi ritrovarti con un parquet opaco e scivoloso. Utilizza per la lucidatura uno straccio in microfibra, così eviterai di ritrovarti pelucchi e lanugine ovunque. Comincia con il distribuire l'olio o la cera con lo straccio, preferibilmente con movimenti circolari in senso orario. Aspetta una decina di minuti, dopodiché fai una seconda passata con un altro panno, morbido. Importante: questi passaggi vanno eseguiti DOPO la pulizia, altrimenti il risultato sarà vanificato. Se hai bisogno di altri consigli chiedi pure a noi di Secchiaroli, in negozio o via e-mail.

Cartongesso: cos'è, a cosa serve e quanti tipi ne esistono in commercio

21/11/2021
da Giovanni Blasi

Se la tua professione è nel campo dell'edilizia di sicuro avrai sentito parlare del cartongesso e sai anche come si utilizza. Se invece i prodotti per l'edilizia sono la tua passione e il fai da te è quello che ti interessa, forse ti farà piacere saperne di più su questo materiale edile, fondamentale nella costruzione di complementi per strutture abitative o di altro tipo. Vediamo allora cos'è il cartongesso, a cosa serve e quante tipologie ne esistono.

Cartone più gesso uniti da un impasto: ecco come è fatto il cartongesso

Il cartongesso non è altro che un materiale da costruzione, fatto da cartone o carta di costruzione, spesso in due strati, più uno strato al centro di pasta di gesso, che viene addizionato di altri materiali o sostanze. Il cartongesso serve più che altro a costruire pareti divisorie in casa, negli uffici o nei negozi, oppure soffittature, purché l'umidità dell'ambiente sia bassa o al massimo normale. In caso contrario, infatti, si verrebbe a deteriorare facilmente e velocemente. La versione che oggi viene venduta da tutti i rivenditori di prodotti per l'edilizia e utilizzata nei cantieri è quella portata avanti dall'ingegnere americano Clarence Utsman: carta, gesso, amido, un tensioattivo organico e bassa percentuale di umidità. Se le proporzioni sono giuste il cartongesso diventa estremamente compatto e duro, simile in tutto e per tutto alla muratura. Quando il cartongesso viene realizzato e montato correttamente può rappresentare una struttura resistente e durevole. Di solito i pannelli vengono fissati alla superficie relativa con del mastice di gesso. In alternativa possono essere assicurati ad un telaio in metallo o in legno con delle apposite viti. 

Le diverse tipologie di cartongesso e come sceglierle

Esistono diversi tipi di cartongesso, ognuno specifico per un tipo di lavoro in edilizia.
La tipologia più diffusa è quella del cartongesso normale, che viene spesso alternata al cartongesso resistente all'umidità. Il primo è il più semplice da fissare ed usare, e viene preferito tutte le volte che si richiede un lavoro veloce. Il cartongesso normale resiste bene agli sbalzi termici.
Il cartongesso resistente all'umidità viene invece utilizzato quando bisogna alzare delle pareti divisorie, dei soffitti o dei pannelli in ambienti più umidi di quelli consueti: pensiamo ad un bagno, uno spogliatoio, una casa al mare, o anche alcune cucine. Il suo grado di resistenza è però simile al cartongesso normale. Esistono poi le tipologie di cartongesso ignifughe, cioè resistenti al fuoco, e i cartongesso validi per l'isolamento acustico.


La tipologia resistente al fuoco può contare su una buona resistenza alle alte temperature, ma viene utilizzata pochissimo nella costruzione delle abitazioni in sé. Viene infatti preferita come complemento a strutture quali camini, stufe, angoli cottura, etc. Ciò però non vuol dire che si può sottoporre questi pannelli a prove di resistenza: se messi troppo spesso a contatto con temperature roventi il cartongesso, quantunque ingnifugo, potrebbe perdere consistenza.


Ultima tipologia di cui parliamo è quella del cartongesso per l'isolamento acustico. Negli ultimi tempi questo cartongesso sta riscuotendo un vero e proprio boom di consensi in edilizia, forse perché il materiale edile di cui è composto è molto economico e al contempo offre un ottimo isolamento da qualsiasi tipo di suono esterno. Viene perciò richiesto tanto per le abitazioni (soprattutto in condominio) tanto per gli uffici.

I vantaggi in breve

Detto questo, si può ben capire come l'utilizzo del cartongesso abbia diversi vantaggi, sintetizzati in tre punti: economicità dei costi della materia prima, velocità di esecuzione, praticità e versatilità di utilizzo. Insomma, resta un materiale di rifinitura davvero insostituibile. 

Gruppo Secchiaroli: fai da te, giardinaggio, utensili e ristrutturazione - Vendita Online di Prodotti per Edilizia

Distanziometro laser: ecco come funziona e a cosa serve

13/11/2021
da Giovanni Blasi

Uno strumento molto utile in edilizia, soprattutto a certi professionisti che amano lavorare con grande precisione, è il distanziometro laser. Si trova sul mercato già da molti anni ormai, ma ultimamente la tecnologia è avanzata e ha dato vita a misurazioni sempre più precise. Vuoi sapere come funziona e a cosa serve questo oggetto? Te lo spieghiamo qui.

Come funziona un distanziometro laser?

Gli strumenti di misurazione laser fanno parte di quei misuratori per i quali non c'è necessità di entrare in contatto con il punto da misurare. Essi si basano sul principio della riflessione di un raggio laser. In altre parole: la misurazione della distanza avviene tramite l'uso di un laser, facendolo pulsare e cronometrando il ritorno della luce a un rilevatore. Un processore ad alta velocità calcola quindi la distanza tra il laser e l'oggetto a cui stava puntando in base al tempo di ritorno misurato. Un modulo comunemente noto per questo è chiamato "LIDAR" che sta per Light Detector and Ranging. Può essere pensato come un radar che utilizza la luce per rilevare dove si trovano gli oggetti. Va però chiarito che un distanziometro laser non funziona su tutte le superfici, ma solo su quelle su cui la luce del laser può essere riflessa. Se il raggio non rimbalza, quindi, questo strumento non può essere utilizzato con successo.

Come nascono i distanziometri laser e da quale tecnologia derivano? Un po' di storia

I distanziometri laser in passato avevano degli antenati: i misuratori ad ultrasuoni. Questi ultimi risalgono ad una trentina di anni fa, intorno agli anni '90. Il loro principio di funzionamento verteva sulla riflessione delle onde sonore, invece che luminose. I limiti però, c'erano eccome, in quanto gli ultrasuoni non permettevano di mirare al punto desiderato e non erano molto precisi. Proprio per questo i distanziometri laser, comparsi successivamente, si sono molto diffusi, e hanno quasi del tutto sostituito il tradizionale metro pieghevole o il metro a nastro, anche per le brevi distanze.

I vantaggi dell'utilizzo di un distanziometro laser

Se l'utilizzo del distanziometro laser si è tanto diffuso i motivi ci sono. I vantaggi infatti risultano considerevoli in edilizia, ma anche per i lavori fai da te. Innanzitutto si possono misurare agevolmente le distanze a casa (incluse le altezze del soffitto) per installare l'illuminazione di emergenza, gli sprinkler e gli estintori da codificare. Poi si possono determinare con precisione le dimensioni della stanza per garantire la corretta concentrazione di sostanze chimiche. Con un distanziometro si possono inoltre misurare i livelli dell'acqua nei serbatoi antincendio, le dimensioni di una stanza per calcolare la quantità di vernice necessaria o di un rivestimento da applicare, valutare la giusta lunghezza dei cavi elettrici, controllare il livello di tutti i tipi di serbatoi, e così via.

Quanto sono affidabili i distanziometri laser

La maggior parte dei distanziometri laser da costruzione possiede una precisione che andrà dal millimetro e mezzo fino a poco più di 3 mm. Va detto comunque che più preciso è il distanziometro più il prezzo sale: gli strumenti di misurazione laser più accurati hanno infatti un costo più alto. Infine, strumenti di misurazione laser di base ti daranno la possibilità di memorizzare temporaneamente una singola misurazione, ma i modelli più avanzati consentono di memorizzare fino a 200 misurazioni, se necessario. Le misure sono chiaramente visibili sul display retroilluminato, per cui non correrai il rischio di sbagliare. Sul nostro portale di e-shopping trovi una selezione dei migliori distanziometri a laser, di brand riconosciuti ed affidabili, alcuni anche in offerta promozionale.

Come fissare una mensola al muro: ecco dei preziosi consigli per te

05/11/2021
da Giovanni Blasi

Fissare una mensola ad un muro è uno di quei classici compiti del bricolage e del fai da te che tutti noi abbiamo dovuto adempiere almeno una volta nella vita. A prima vista può sembrare un'operazione semplice: in realtà se il fissaggio della mensola viene eseguito in modo errato, questa potrebbe allentarsi e causare diversi danni (al muro, al pavimento, o a qualcuno che magari si trova nelle vicinanze). Ecco perciò che prima di prendere in mano trapano e cacciavite, dovresti sapere bene come fissare una mensola al muro, senza dimenticare di chiedere il permesso al tuo proprietario se vivi in in affitto. Detto questo, sul nostro blog sai che puoi trovare sempre dei consigli pratici per l' “how to”. Qui ti spieghiamo allora come fare per fissare al meglio una mensola alle pareti di casa tua.

Scegli bene i fissaggi e poi controlla il muro

La prima cosa da fare è quella di scegliere con attenzione il tipo di fissaggio per le tue mensole, altrimenti avrai difficoltà ad attaccare il tuo nuovo scaffale. In commercio puoi trovare diversi tipi di tasselli: per cartongesso, per mensole in legno, staffe in acciaio, fissaggi a scomparsa etc. Ad ogni modo, controlla sempre che l'area del muro che hai scelto non nasconda tubi o cavi nascosti. Quindi, prima di mettere mano al trapano elettrico (o allo scalpello, se devi affiancare altri tipi di lavori), per bucare una parete occorre essere certi di non incontrare una canalina di fili elettrici oppure un tubo dell'acqua. Potresti procurarti, per facilitarti il compito, degli specifici rivelatori di condutture e fili elettrici (chiamati anche localizzatori professionali): sono di uso molto semplice ed evitano spiacevoli e costose rotture del muro per eventuali successive riparazioni. Si tratta di veri e propri “metal detector”, capaci di rivelare la presenza di metalli, tra cui appunto cavi e tubi.

Segna le aree su cui intervenire, poi fissa la staffa e la mensola/scaffale

A questo punto puoi utilizzare una livella per impostare l'angolo corretto per il tuo scaffale, segnando l'area in questione sul muro con una matita. Se stai usando dei tasselli per il guscio, segna la loro lunghezza sulla punta del trapano con un pezzo di nastro adesivo. Fissa poi la staffa: inserisci i tasselli, e assicurati che siano a filo con la parete utilizzando un martello. Blocca poi il tutto con delle viti. Solo ora puoi fissare la mensola alle staffe, cioè solo quando sei sicuro che si trovino allo stesso livello.

Per fissare una mensola al muro, scegli il trapano giusto

Molto importante per il fissaggio di mensole e scaffali si rivela anche il tipo di trapano che si sceglie. Sulle pareti in muratura, fatti di mattoni e malta ad esempio, avrai bisogno di un trapano a percussione con una punta per muratura. Avrai anche bisogno di viti di almeno 50 mm e tasselli per passare attraverso l'intonaco e dietro al muro. Per le pareti divisorie a montanti, le viti devono essere inserite direttamente nei tasselli in legno (orizzontali) o nei montanti (parte verticale del telaio). Per carichi pesanti ti consigliamo infine viti da 38 mm o 50 mm, in quanto hanno un fissaggio robusto e non necessitano di tasselli.

Il consiglio in più: il tuo scaffale si abbasserà?

Per vedere se un nuovo scaffale potrebbe cedere, prova ad appoggiarlo su pile di mattoni o libri, distanziati come prevedi di distanziare le staffe. Metti i tuoi oggetti sullo scaffale e poi posiziona un righello lungo di esso. Se lo scaffale si abbassa, avvicina le pile finché non sono completamente dritte. Se le staffe non possono essere fissate così vicine, dovrai utilizzare un materiale più spesso per lo scaffale.

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Smerigliatrici angolari e messa in sicurezza: ecco come utilizzarle in tranquillità | Secchiaroli

30/10/2021
da Giovanni Blasi

La scorsa settimana abbiamo cominciato a parlare di come scegliere una smerigliatrice angolare, strumento assai utile in edilizia e nel fai da te, soprattutto per lavori in casa e in giardino. Dobbiamo però specificare che le smerigliatrici non vanno utilizzate alla leggera, ma prendendo delle precauzioni per una loro messa in sicurezza. In questo modo si riveleranno utensili davvero preziosi, da tenere sempre con sé per alcune specifiche mansioni. Vediamo allora quali sono queste mansioni e come utilizzare in piena tranquillità una smerigliatrice.

I principali utilizzi di una smerigliatrice angolare

Questo utensile elettrico è progettato principalmente per tagliare materiali o per molare. In termini di taglio invece va detto che per chi è alle prime armi è utile solo per eseguire tagli dritti, successivamente quando si avrà più esperienza può servire anche per tagli curvi. In sostanza, i grinder (altro nome delle smerigliatrici) possono essere utilizzati per:

  • Tagliare lamiere, barre o tondini di acciaio, bulloni e viti arrugginite;
  • Tagliare mattoni, blocchi, piastrelle, lastre e perfino la vecchia malta dalle fughe;
  • Affilare diversi tipi di lame (mobili, cesoie), asce e altri strumenti di taglio;
  • Pulire detriti, vernici e ruggine da superfici metalliche (ad empio cancelli e recinzioni), nonché parti di automobili, cazzuole e vanghe, betoniere, etc.
  • Eseguire tagli a tuffo nelle piastrelle: se è necessario per tagliare una sezione dal centro di una piastrella o una lastra;
  • Con molta pratica possono essere utilizzati anche per modellare oggetti e materiali.

Come utilizzare in sicurezza una smerigliatrice angolare: ecco cosa devi fare

Insomma, per quanto utili e versatili siano questi strumenti, possono diventare molto pericolosi, quindi maneggiali con cura. Per garantire la tua sicurezza e il successo del tuo lavoro, assicurati di seguire queste azioni quando utilizzi una smerigliatrice angolare:

  • Vestiti in maniera adeguata: indossa abiti vecchi, visto che le smerigliatrici hanno a che fare con lavori che creano sporco e disordine. Assicurati anche di non avere nappe o oggetti sciolti che penzolano sui tuoi vestiti. Questo perché le smerigliatrici funzionano a grande velocità, e gli oggetti sciolti possono facilmente impigliarsi e trascinare l'utensile verso il corpo, causando brutte lesioni.
  • Munisciti di equipaggiamento di sicurezza: indossa sempre protezioni per gli occhi, protezioni per le orecchie, guanti robusti e calzature decenti come un paio di stivali pesanti o ancora meglio, puntali in acciaio (trovi tutto sul nostro e-shop).
  • Proteggi gli oggetti su cui stai lavorando: assicurati che qualsiasi oggetto sia fissato saldamente a una superficie di lavoro. In caso contrario, il contraccolpo generato dall'azione della smerigliatrice potrebbe lanciarli lontano, con grosso pericolo per tutti.
  • Lavora in un luogo spazioso: per lavorare in sicurezza concediti abbastanza spazio che ti permetta di spostare lo strumento senza che si impigli e ti assicuri anche di poterti muovere agevolmente.
  • Fai molta pratica: abituati gradualmente all'utensile, non partire già con lavori complessi. La sensazione di peso di una smerigliatrice angolare non è trascurabile, sia quando è in funzione che quando non lo è. La forza giroscopica generata dal disco rotante o dall'accessorio potrebbe sembrarti all'inizio un po' strana, quindi vale la pena abituarsi poco alla volta.
  • Effettua le operazioni di taglio sempre a distanza: taglia sempre ad una distanza di sicurezza dal tuo corpo e assicurati che la protezione tenga alla larga eventuali detriti dalla tua persona.
  • Spegni sempre la smerigliatrice: quando non si utilizza lo strumento, assicurati che sia spento e con la spina staccata. Se accidentalmente ci si appoggia, infatti, può avviarsi e causare seri danni.

Smerigliatrici angolari: come scegliere la più adatta alle tue esigenze

22/10/2021
da Giovanni Blasi

Le smerigliatrici angolari sono strumenti davvero versatili e molto utili per il fai da te in edilizia. Sono infatti capaci di levigare il metallo e tagliare le piastrelle, oltre che stucchi e finitrici. Rimuovono poi la malta, e possono essere impiegate per levigare, lucidare e affilare. Con una smerigliatrice angolare potresti, ad esempio, portare a termine velocemente un lavoro di rimozione della ruggine oppure di una vernice ormai invecchiata, affilare lame oppure molare un vecchio acciaio. Qui ti diamo qualche dritta su come scegliere la smerigliatrice giusta per te.

In commercio ce ne sono di diversi tipi: non risparmiare se vuoi evitare lavori eseguiti male

È possibile acquistare una smerigliatrice angolare anche molto economica, certo, visto che in commercio se ne trovano di tutti i tipi. Tuttavia se ne fai un uso frequente, o per lavori impegnativi come tagliare lo stucco o il cemento, noi ti consigliamo di spendere un po' di più: in questo caso ti assicurerai una smerigliatrice con un motore più potente per lavori eseguiti in maniera migliore. Sul nostro sito di shopping online trovi tutte le smerigliatrici angolari di qualità. Scegli quella che fa al caso tuo, ma devi spere che la capacità di supportare diverse ruote e gli accessori è ciò che rende le smerigliatrici angolari così versatili. Una smerigliatrice angolare include una rondella del mandrino e un dado del mandrino che installerai in diverse configurazioni per inserire ruote più spesse o più sottili. In alternativa le ruote possono essere rimosse del tutto quando avviti coppe in filo sul mandrino filettato. Prima di azionarla, comunque, consulta sempre il manuale per le istruzioni sul montaggio di ruote e accessori. Sebbene le ruote sembrino tutte simili, sono progettate per compiti diversi. Per evitare di sbagliare leggi bene le etichette.

Le varie funzioni di ruote e accessori: ognuna per un compito specifico

Una smerigliatrice angolare è utilissima per tante funzioni, come abbiamo già accennato prima: puoi pulire il metallo, eliminare ruggine e vernici vecchie, tagliare barre, tondini e bulloni, nonché piastrelle, pietre e cemento, affilare lame e ripristinare bordi su utensili ruvidi (zappe, pale, raschietti per il ghiaccio, etc.). Ognuno di questi compiti necessita di accessori specifici per la smerigliatrice. Le ruote in filo metallico, o le spazzole a tazza metallica ad esempio, rimuovono rapidamente la ruggine e la vernice che si sfalda da aree ampie e lineari. Le ruote metalliche si inseriscono più facilmente nelle fessure e negli angoli. Gli accessori per ruote e spazzole sono disponibili in un'ampia varietà. Non dimenticarti però di assicurarti di far combaciare le filettature del mandrino sulla tua smerigliatrice. Per quanto riguarda i tagli invece, sappi che se sei paziente puoi tagliare la maggior parte del metallo con un seghetto. Ma per tagli veloci e d'impatto è difficile battere una smerigliatrice. Usa un disco da taglio economico per queste e altre attività di taglio dei metalli. E per la ceramica o la pietra? In questo caso tagliare piastrelle in ceramica o pietra per adattarle intorno alle prese e ad altri ostacoli è difficile se non impossibile con i tagliapiastrelle standard. Ciò non vale per una smerigliatrice angolare dotata di una mole diamantata e tagliata a secco, che rende semplici e veloci questi tagli altrimenti difficili.

Utilizzare una smerigliatrice angolare non è gesto alla portata di tutti. Occorre infatti eseguire delle manovre di sicurezza e stare attenti affinché tutto vada per il meglio. Nel prossimo articolo parleremo proprio di questo. Continua a seguirci sul nostro blog dedicato all'edilizia fai da te.

Dove acquistare online una smerigliatrice di qualità

All'interno del nostro shop, troverai anche la sezione per acquistare online una smerigliatrice di qualità, potendo scegliere tra marchi prestigiosi come Bosch e e Dewalt. I prezzi di una smerigliatrice professionale possono andare dai 70 euro agli otre 300 euro a seconda della potenza, delle funzionalità e degli accessori inclusi.

Fai da te in edilizia: i diversi tipi di cacciavite e come si usano

14/10/2021
da Giovanni Blasi

In edilizia, anche quella fai da te, i cacciavite sono strumenti davvero indispensabili, perché servono per l'inserimento e la rimozione delle viti. Non esiste però una sola tipologia di cacciavite, ma ce ne sono di diverse varianti per corrispondere sempre ad una corretta avvitatura. Vediamo allora in quali casi i cacciavite si rivelano essenziali e quali sono le tipologie che si possono trovare sul mercato.

I principali utilizzi di un cacciavite

Ci sono molte situazioni e professioni in cui un cacciavite è parte integrante dello svolgimento di un compito specifico, che ruota attorno all'allentamento o al serraggio dei dispositivi di fissaggio. Alcuni degli usi più comuni dei cacciavite includono:

  • Elettronica e apparecchiature elettriche;
  • Aprire i telefoni cellulari;
  • Apertura dei computer;
  • Produzione meccanica e industriale;
  • Falegnameria;
  • Lavorazione in metallo e fissaggio legno su metallo;
  • Ambienti infiammabili.

Va inoltre notato che alcuni tipi specifici di cacciavite sono più adatti a determinate applicazioni rispetto ad altre. Ad esempio, i migliori cacciavite da elettricista saranno isolati per proteggere l'utente. Al contrario, gli usi dei cacciavite Phillips o a croce, sono più vari poiché questi strumenti sono adatti per una vasta gamma di applicazioni generiche.

Le diverse tipologie di cacciavite e le loro funzioni specifiche

Le diverse tipologie di cacciavite hanno molto a che fare con la forma della punta, che corrisponde al tipo di testa specifico di una determinata vite. Tuttavia, altri tipi di cacciavite sono specifici per l'applicazione o sono destinati a settori particolari. Vediamo quali sono i principali.

Cacciavite Phillips o a croce

I cacciavite Phillips o a croce rappresentano una tipologia molto diffusa tra chi si occupa di piccoli lavori di edilizia. Ma cos'è un cacciavite a croce? Questi strumenti sono progettati per adattarsi a viti con testa a croce, che hanno un incavo a forma di croce, da cui prendono il nome. Sono stati inventati per far fronte a una torsione più elevata.

Cacciavite Torx o a stella

Conosciuti in vari modi come cacciavite con testa a stella, a punta, a sei punte e Torx, queste versioni sono tutte dello stesso tipo. Si tratta di cacciavite che esistono per garantire l'applicazione di una tenuta extra, ad esempio nella produzione meccanica.

Cacciavite isolanti

Detti anche cacciavite di sicurezza, gli isolanti sono importanti per prendere massime precauzioni in scenari potenzialmente pericolosi. Sono costruiti con materiali non conduttivi, come ad esempio la gomma. Non a caso sono quelli preferiti dagli elettricisti.

Cacciavite a testa piatta

Probabilmente è la forma più comune di utensile manuale per avvitatura. Possiede una punta appiattita utilizzata per viti con un'intrusione lineare diritta. I cacciavite a lama piatta sono multiuso e possono essere generalmente utilizzati per una vasta gamma di applicazioni.

Cacciavite dinamometrici

Da non confondere con i Torx, i cacciavite dinamometrici sono ideali per avvitare sufficientemente le viti senza rompere il materiale che stanno fissando e allo stesso tempo in maniera abbastanza stretta in modo che non cadano. Un cacciavite dinamometrico consente di limitare la forza applicata oltre una certa soglia.

Cacciavite di precisione

I cacciavite di precisione, infine, sono quelli che vengono utilizzati per dispositivi molto piccoli, in cui vengono impiegate viti davvero minuscole. Un esempio di tipo di mansione per cui sono indicati potrebbe essere il lavoro di precisione su orologi e telefoni cellulari.

Sul nostro sito web di e-shop accanto al nostro blog, nella sezione “attrezzatura edile” potrai trovare un'intera categoria dedicata alla vendita online di cacciaviti (o giravite), per ogni tua esigenza.

Taglio e fissaggio del cartongesso: i modi migliori per tagliare e riparare questo materiale

09/10/2021
da Giovanni Blasi

Il cartongesso è un materiale molto amato da chi si diletta di bricolage e fai da te con i piccoli lavori di edilizia (in un altro post parleremo anche dei diversi tipi di cartongesso). Tagliare e fissare il cartongesso su diverse superfici è perciò una cosa importante da imparare. Si tratta di un composto talmente versatile che può essere utilizzato in moltissimi modi. Purtroppo non tutti sanno come tagliarlo e ripararlo, e questo impedisce a parecchie persone di usarlo al meglio. Noi del gruppo Secchiaroli vogliamo darti qui qualche dritta utile per capire come tagliare e lavorare uno dei prodotti che si rivela tra i più utili per edilizia.

Come tagliare e segare il cartongesso

Cominciamo col dire che il cartongesso può essere semplicemente segato con una normale sega per legno. Più i denti sono fini meglio è, perché si ottiene un bordo più pulito con un seghetto a denti fini. Esistono però (e puoi trovarli sul nostro sito di e-shop) delle seghe appositamente create per il taglio del cartongesso. Possono essere tonde, a denti triangolari, etc. Quello che devi sapere è che segare il cartongesso è il modo migliore per creare un'apertura, quadrata o rotonda, dal centro di un pezzo. Bene, ora al lavoro. Ecco gli step da seguire.

  • La prima cosa da fare è misurare con attenzione l'apertura da praticare e segnarla sul cartongesso con una matita.
  • Quindi prendi un martello per cartongesso e usando l'estremità a forma di ascia, batti rapidamente nel pannello all'interno di una delle linee che hai disegnato.
  • A questo punto sei pronto per inserire la lama della sega per cartongesso e iniziare a tagliare lungo le linee della tua apertura.
  • Per livellare i tagli che hai fatto puoi usare una pialla o una raspa per cartongesso.

Prova a lavorare sui tagli della tavola posizionandola contro un muro o un'altra superficie dove puoi sigillarli usando del mastice per decoratori.

Come fissare il cartongesso: incollaggio, avvitamento e inchiodamento

ll fissaggio del cartongesso avviene principalmente in tre modi. Può essere avvitato, inchiodato o bloccato. Può essere inoltre incollato con adesivo (gli adesivi da costruzione ultra resistenti sono i migliori) o usando una miscela di gesso. Quest'ultimo metodo comporta la miscelazione di un secchio di intonaco (di solito) di una consistenza abbastanza spessa e lo spalmare questo gesso su punti specifici del retro della tavola da fissare. La tavola viene quindi presa e spinta contro la superficie su cui deve essere fissata. L'intonaco si indurisce molto rapidamente e aderisce anche incredibilmente bene. Questo metodo è più spesso utilizzato per il fissaggio alla muratura in situazioni come il rivestimento a secco.

L'avvitamento del cartongesso viene invece eseguito con viti per muri a secco che hanno una filettatura grossolana, la quale serve proprio a mantenere una buona presa. Quando viene inserita una vite, cerca di far passare attraverso il foro nella parte posteriore del fissaggio una levetta in nylon. Questo accorgimento è l'ideale per mensole che creano una forza di trazione dalla parete e una forza di peso verso il basso.

Inchiodare il cartongesso, infine, è tradizionalmente il modo più popolare per fissare le tavole, ma occorre sapere che martellare in maniera pesante su una sezione di legno può facilmente allentarne un'altra, quindi ti consigliamo di utilizzare le apposite viti per cartongesso. Una curiosità: sai che i chiodi per cartongesso sono sempre zincati? Questo accade allo scopo di proteggerli dalla ruggine che potrebbe andare ad impregnare due o addirittura tre strati di intonaco, se bagnato dall'acqua.

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Come forare legno e metallo con il trapano: ecco qualche dritta utile

01/10/2021
da Giovanni Blasi

Quando ti diletti con il fai da te probabilmente arriverà un momento in cui dovrai praticare un foro attraverso un pezzo di metallo o legno. Gli strumenti e i metodi utilizzati per farlo sono vari quasi quanto i diversi tipi di metalli in circolazione. Ecco di seguito alcuni suggerimenti per rendere questa attività veloce, facile e sicura, prima di acquistare un trapano online.

Scegli le punte più adatte a questo tipo di lavoro

Quasi tutte le punte elicoidali per uso generico potranno fare un buon lavoro nel praticare fori nel metallo. In effetti, la maggior parte delle punte per metallo viene realizzata per perforare una varietà di materiali, tra cui legno e plastica. Le punte elicoidali meno costose sono realizzate in acciaio ad alta velocità e queste punte di base vanno bene per la maggior parte delle attività di perforazione dei metalli. Se devi praticare molti fori o devi perforare metalli duri e abrasivi come l'acciaio inossidabile o la ghisa, il consiglio è quello di spendere qualcosina in più per l'ossido nero o una punta in acciaio al cobalto per il metallo. Alcune punte hanno anche uno speciale rivestimento in nitruro di titanio, che secondo i produttori aiuta a resistere meglio al calore e all'attrito, facendo sì che queste punte durino fino a sei volte più a lungo delle punte standard in acciaio ad alta velocità.

Lubrifica sempre le punte per farle durare più a lungo

Una dritta utile per far durare molto più a lungo le punte da trapano è quella di utilizzare fluido da taglio o un olio multiuso, tipo un All-in-One. La lubrificazione della punta riduce l'attrito e l'accumulo di calore, facilitando la perforazione e garantendo una maggiore durata. Per metalli più facili da forare come alluminio, ottone o ghisa, di solito non è necessaria la lubrificazione.

Come usare il trapano: comincia facendo i fori piccoli

Hai bisogno di praticare un foro piuttosto grande nel metallo o nel legno? Inizia sempre facendone uno piccolo! La maggior parte delle punte elicoidali è disponibile in dimensioni fino a 2,5 cm di diametro, ma otterrai i migliori risultati iniziando con quelli sotto il centimetro. Comincia perciò con un piccolo foro e pratica fori successivamente più grandi con la punta del trapano per metallo fino a raggiungere la dimensione desiderata.

Utilizza le seghe a tazza

Per fori di grandi dimensioni, una sega a tazza svolge il lavoro in modo pulito e rapido. Come le punte elicoidali, le seghe a tazza si inseriscono direttamente nel trapano e taglieranno lamiere sottili come alluminio e acciaio. Usa un pezzo di compensato come supporto per la punta pilota della sega a tazza e per proteggere la superficie di lavoro.

Valuta l'alternativa del trapano a colonna

Sebbene sia abbastanza facile praticare la maggior parte dei fori nel metallo utilizzando nient'altro che un trapano portatile, otterrai quasi sempre una maggiore precisione e risultati migliori utilizzando un trapano a colonna. I trapani a colonna sono dotati di robusti tavoli in ghisa con regolazione dell'inclinazione e dell'altezza e consentono una varietà di opzioni di bloccaggio.

Ricordati di proteggere gli occhi con visiere speciali

Può bastare un minuscolo frammento di metallo per causare una grave lesione oculare, quindi un'adeguata protezione degli occhi durante la perforazione del metallo è un must assoluto, non dimenticarlo mai! Per la migliore protezione, scegli occhiali di sicurezza che avvolgano i lati del viso, delle speciali visiere che fungono da copertura ottimale per i tuoi occhi.

Trova tutto ciò che serve per forare su metalli, legno e pvc (punte di ferro, allargatori, trapani, etc.) e per le protezioni degli occhi sul nostro sito web di e-commerce dedicato al fai da te in edilizia e bricolage.

Stufe a pellet: quali sono le migliori, quali i loro vantaggi e i benefici per il riscaldamento

26/09/2021
da Giovanni Blasi

Ci siamo: è arrivato il momento per scegliere il riscaldamento migliore per la tua casa durante il prossimo inverno. Camino, riscaldamento centralizzato, condizionatore? Hai mai pensato invece che una stufa a pellet potrebbe fare al caso tuo? Ecco in sintesi quali sono le migliori stufe a pallet, quali i vantaggi e quali sono i benefici che può apportare.

Economiche e perfette per le stagioni intermedie come autunno e primavera

Le stufe a pellet sono prive di emissioni di CO2, sono automatiche, più facili da usare rispetto alle stufe a legna e presentano basse emissioni di particolato. Per tutti questi motivi, il loro successo negli ultimi anni (in cui le loro vendite hanno avuto una vera e propria esplosione) è stato meritato. Se ti stai chiedendo quali sono, in particolare, i vantaggi di una stufa a pellet, possiamo innanzitutto dirti che è un dispositivo molto economico se utilizzato per il riscaldamento supplementare. Ciò è importante, in quanto forse puntare sulle stufe a pellet come unico e solo modo per riscaldare la tua casa potrebbe rivelarsi dispendioso. Le stufe a pellet sono invece ideali per il riscaldamento integrativo nelle mezze stagioni. In quanto tali, presentano un buon rapporto qualità-prezzo, e regalano un maggiore comfort abitativo se si può contare sul solo sistema di riscaldamento centralizzato durante la stagione fredda. Le migliori stufe a pellet si possono comprare anche online sul nostro shop.

Un piccolo calcolo sui costi di gestione di una stufa a pellet

Se vuoi sapere in termini pratici quanto potresti consumare tenendo in funzione una stufa e pellet, ecco una piccola stima, da adattare ovviamente alle tue esigenze. Se la stufa funziona per poche ore al giorno tra ottobre e aprile, ti costerà dai 150 ai 200 euro all'anno in pellet ed elettricità, e fino a 300 euro per un uso più intensivo. Un costo sostenibile e piuttosto abbordabile, pensando che viene spalmato lungo un intero anno.

Facili da usare con performance eccellenti

Dimentica carta, legna e fiammiferi: le stufe a pellet sono dotate di accenditori elettrici. Tutti i modelli hanno almeno un termostato, quindi si spengono e si riaccendono automaticamente. Alcuni modelli hanno anche funzioni avanzate: programmazione, controllo remoto, controllo smartphone/internet e altro. Le loro performance, inoltre, sono davvero eccezionali: l'efficienza di una stufa a pellet di qualità può superare il 90%. Quindi solo il 10% dell'energia contenuta nel pellet si perde nella canna fumaria. Per fare dei paragoni: nel classico camino a legna il rendimento in termini di riscaldamento si aggira solo su percentuali dal 40 al 50% (dal 60 all'80% per le recenti stufe ad alto rendimento). Con una stufa a pellet, poi, non avrai bisogno di una canna fumaria con un buon tiraggio: i fumi vengono espulsi all'esterno per ventilazione forzata tramite un tubo da 80 a 120 mm, posto in verticale o in orizzontale. Il tubo può anche avere una curvatura. La stufa può quindi essere installata quasi ovunque, a ridosso o in prossimità di una parete esterna e presa di corrente o sotto un soffitto.

Quanto costa una stufa a pellet e quanto spendere per la sua installazione

I costi di una stufa a pellet oscillano in un ampio range tra i 700 euro per un piccolo modello base in acciaio, agli oltre 8.000 euro per i potenti modelli in ghisa, ceramica e con funzionalità avanzate. Sul nostro sito di e-shop potrai trovare stufe a pellet che non superano i 2.700 euro. Per quanto riguarda l'installazione poi, consigliamo che venga eseguita da un professionista. Dovresti aspettarti di pagare tra 250 e 500 euro per questo tipo di lavoro.